Zoo Life Pollinators: Torino guida la sfida europea per salvare gli impollinatori
In un’epoca in cui le notizie ambientali spesso raccontano perdita e declino, il progetto Zoo Life Pollinators si propone come un faro di speranza. Da luglio 2025 fino al 2029, il Bioparco Zoom di Torino sarà capofila di un programma LIFE co finanziato dall’Unione Europea, che mobilita 16 partner in 9 paesi per invertire la traiettoria negativa della scomparsa degli insetti impollinatori selvatici.
di Marco Pastore
Un progetto urgente
Gli impollinatori – api selvatiche, farfalle, sirfidi e altri insetti che volano tra i fiori – sono fondamentali per garantire la salute dei nostri ecosistemi e la produzione agricola. Ma ormai il declino è evidente: l’ultimo rapporto dell’Agenzia Europea dell’Ambiente segnala che il 9% delle api selvatiche è minacciato, che il 40% delle specie di sirfidi sono in difficoltà e che 480 specie di farfalle affrontano situazioni critiche. Il progetto Zoo Life Pollinators nasce per contrastare proprio queste tendenze, intervenendo nelle aree urbane e periurbane dove gli habitat sono oggetto di un rapido degrado.
Zoo come hub di conservazione della biodiversità
Il cuore del progetto è trasformare gli zoo in hub di conservazione locale, capaci di agire su tre dimensioni: il ripristino degli habitat, attività di allevamento controllato e azioni di sensibilizzazione e citizen science. Oltre lo Zoom sono coinvolti altri sette zoo europei: Zagreb Zoo (Croazia), Copenhagen Zoo (Danimarca), Debrecen Zoo (Ungheria), Brașov Zoo (Romania), Oasis Wildlife Fuerteventura (Spagna), Nordens Ark e Slottsskogen Zoo (Svezia). Queste strutture si impegneranno a piantumare circa 926 ettari complessivi con alberi, arbusti, erbacee utili agli impollinatori.
Allo stesso tempo, verranno costruiti hub specializzati per la riproduzione di specie selezionate, verranno definiti protocolli comuni per il monitoraggio e realizzati studi condivisi per valutare gli effetti delle azioni sul terreno. Le attività si estendono anche al coinvolgimento del pubblico: scuole, comunità locali, cittadini saranno invitati a partecipare a raccolta dati, campagne educative e giornate tematiche come il Pollinator Awareness Day. I dati raccolti saranno resi accessibili tramite piattaforme open source e verrà creato un repertorio di buone pratiche per facilitare la replicabilità del modello anche in altre aree europee.
Zoom Torino: il ruolo del capofila
Per la prima volta, un parco zoologico italiano guida un progetto LIFE europeo nel campo della conservazione degli impollinatori. Zoom non si limiterà a coordinare: gestirà anche le attività di comunicazione e divulgazione, trasformando i suoi 5,5 milioni di visitatori all’anno in potenziali ambasciatori della biodiversità. L’Università di Torino, insieme all’Università di Zagabria, raccoglierà il testimone scientifico: definizione delle misure agronomiche, monitoraggio degli insetti e formazione del personale degli zoo partner saranno parte integrante del loro compito. Simona Bonelli, zoologa dell’università, ha sottolineato l’importanza di spostare l’attenzione dagli animali esotici alle specie autoctone di insetti impollinatori, troppo spesso trascurate.
Un futuro da impollinare
Negli anni a venire, guarderemo con interesse ai risultati concreti: quanti ettari restituiti, quanti insetti recuperati, quanta consapevolezza diffusa. Ma forse il valore più grande è già in atto: un cambiamento culturale, il riconoscimento che anche “piccoli” insetti hanno un ruolo enorme nei nostri ecosistemi e nella nostra alimentazione.
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