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Bonus animali domestici 2025: chi può richiederlo e come funziona

Questa agevolazione fiscale è stata pensata per aiutare i proprietari di animali domestici a sostenere le spese veterinarie. Un’opportunità per chi possiede un amico a quattro zampe e vuole sempre garantirgli le cure e i farmaci necessari, spesso costosi. Il Bonus aiuta ad alleggerire il bilancio familiare e promuove il benessere degli animali. Ma chi può usufruirne e quali sono le modalità per ottenerlo? Ecco tutto quello che devi sapere

di Filippo Bocchini
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Il Bonus animali domestici 2025 è un’agevolazione fiscale che consente di ottenere una detrazione del 19% sulle spese veterinarie sostenute nel corso dell’anno, con un tetto massimo fissato a 550 euro. Per poterne usufruire però, è necessario che le spese raggiungano il tetto minimo di 129,11 euro: questo significa che solo le spese al di sopra di questa soglia saranno detraibili.

Un aspetto importante da considerare è che il bonus si applica indipendentemente dal numero di animali posseduti. Non importa se in casa ci sono uno o più animali: la detrazione riguarda in ogni caso l’ammontare complessivo delle spese veterinarie sostenute dal richiedente.

Chi può beneficiarne?

Per ottenere questa agevolazione, è necessario rispettare alcuni criteri:

Avere un ISEE non superiore a 16.215 euro. Il Bonus è studiato per garantire un supporto ai cittadini con i redditi più bassi.

Essere residenti in Italia e aver compiuto almeno 65 anni.

L’animale domestico deve essere registrato all’Anagrafe degli Animali d’Affezione, e deve essere di proprietà di chi richiede il Bonus o di un membro della sua famiglia.

Il bonus è valido solo per animali domestici come cani, gatti, furetti e piccoli roditori. Sono esclusi quelli destinati ad attività commerciali, agricole o alla produzione alimentare.

Quali spese sono coperte?

Il bonus copre una vasta gamma di spese veterinarie necessarie per la salute e il benessere degli animali domestici. Tra queste, rientrano:

– Visite specialistiche presso veterinari e cliniche autorizzate

– Interventi chirurgici, comprese operazioni d’urgenza e di routine

– Esami di laboratorio per la diagnosi di malattie e patologie

– Acquisto di farmaci prescritti dal veterinario per trattamenti specifici

Le spese sostenute per la cura di animali destinati all’allevamento, alla riproduzione, al consumo alimentare o detenuti per attività agricole e commerciali non sono invece detraibili. Inoltre, non rientrano tra le spese ammissibili quelle sostenute per animali utilizzati in attività illecite o non dichiarate.

Come richiedere il bonus?

Per ottenere la detrazione fiscale del Bonus animali domestici 2025, è fondamentale seguire una procedura ben precisa:

  1. Pagare le spese in modo tracciabile: le spese veterinarie devono essere effettuate tramite bonifico bancario, carta di credito o altri strumenti di pagamento elettronici. I pagamenti in contanti non sono ammessi ai fini della detrazione fiscale.
  2. Conservare la documentazione: è essenziale tenere tutte le ricevute e le fatture relative alle spese veterinarie, che devono riportare il codice fiscale del richiedente e la descrizione dettagliata delle prestazioni ricevute.
  3. Dichiarare le spese nella dichiarazione dei redditi: il bonus viene richiesto al momento della presentazione del Modello 730 o del Modello Redditi PF, indicando l’importo totale delle spese sostenute e detraibili. La detrazione verrà poi calcolata sulla somma eccedente la soglia minima di 129,11 euro, applicando l’aliquota del 19%.

In caso di dubbi al momento della compilazione della dichiarazione dei redditi, è possibile rivolgersi a un CAF o a un commercialista per ricevere supporto e chiarimenti.

Perché è stato introdotto il Bonus

Oltre a offrire un sostegno economico ai proprietari, il Bonus animali domestici ha anche l’obiettivo di contrastare il fenomeno del randagismo, ancora molto diffuso in Italia. Ogni anno infatti, migliaia di esemplari vengono abbandonati, spesso a causa dell’incapacità economica dei proprietari di sostenere le cure veterinarie necessarie.

Secondo le stime più recenti, nel 2024 sono stati abbandonati circa 80.000 cani, e più di 2.000 sono stati gli incidenti stradali causati da animali vaganti. Per fronteggiare queste problematiche, il governo ha stanziato un fondo annuale di 250.000 euro per il triennio 2024-2026, destinato a incentivare la cura e la gestione responsabile degli animali domestici.

Secondo il rapporto “Animali in Città” di Legambiente, in Italia si contano circa 2 milioni di cani non registrati all’anagrafe canina, con una particolare concentrazione nelle regioni del Centro-Sud, come Sicilia, Calabria, Campania, Puglia e Lazio. La mancata registrazione comporta gravi conseguenze, sia per il controllo del randagismo sia per la tutela della salute pubblica. Favorire questa procedura e incentivare le cure veterinarie attraverso questo bonus rappresenta quindi un passo fondamentale per migliorare la situazione e garantire maggiore benessere agli animali e alle loro famiglie.

Grazie a questa misura, molte persone potranno affrontare con maggiore serenità certe spese, assicurando ai propri amici a quattro zampe cure adeguate e una vita più sana. Un aiuto concreto per gli animali e per chi se ne prende cura ogni giorno. 

Foto: IPA

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