Zeus sfida la genetica: il pastore tedesco affetto da nanismo
Dopo i primi mesi, la proprietaria si è accorta che il cane non cresceva. Visite su visite, problemi alla pelle e infezioni, fino alla scoperta definitiva: Zeus non crescerà mai.
di Lorenzo Sangermano
Con le tipiche orecchie puntate in alto e le ombreggiature brune del pelo, Zeus sembra proprio un classico e adorabile cucciolo di pastore tedesco. E invece cucciolo non è, perché il suo aspetto minuto ha un’origine ben precisa. E non temporanea.
La sua è una storia a lieto fine, perché oggi Zeus sta bene ed è amato, ma è iniziata con qualche patema d’animo per la sua proprietaria Laura, che non si dava pace che il suo cagnolino non crescesse.
Man mano che i mesi passavano, infatti, Laura notava che la stazza del cane rimaneva praticamente invariata e si interrogava con tormento sul motivo. Finché, con l’aiuto di veterinari e specialisti, la verità è stata chiarita: Zeus non poteva crescere perché era affetto da nanismo. Una spiegazione genetica cui non si può porre rimedio, ma che allo stesso tempo ha trasformato Zeus in uno straordinario ambasciatore del regno animale.
«Quando ho realizzato che il mio adorato cane non stava crescendo, ho iniziato a fare ricerche online, non sapevo nemmeno che il nanismo esistesse anche tra i cani», ha raccontato la proprietaria. «In Rete non sono però riuscita a trovare molte informazioni utili. A otto settimane Zeus pesava due chili: arrivato ai tre mesi, ho notato i primi segni di allarme».
Laura decide così, saggiamente, di proseguire le ricerche consultando veterinari e specialisti per capire cosa stesse succedendo a Zeus. La sua paura più grande era che l’animale potesse soffrire o provare dolore.
Grazie alle informazioni ottenute, scopre che il nanismo porta con sé anche problemi alla pelle e alla tiroide. «Sulla pelle del mio cagnolino hanno iniziato a comparire piccole croste ed eritemi, che lo portavano a grattarsi di continuo», continua Laura. «Il veterinario ha diagnosticato però che quelle irritazioni erano dovute a un’infezione».
Un ciclo di antibiotici e un bagno con prodotti specifici fanno scomparire il prurito. Il pelo di Zeus rimane comunque diradato, con piccole chiazze qua e là dove il grattarsi ha avuto la meglio.
Per la diagnosi di nanismo era però ancora troppo presto, e Laura deve attendere qualche mese per averne la conferma. «Zeus non aveva appetito e l’infezione alla pelle continuava a tornare. Così dopo analisi specifiche scopriamo che i livelli della tiroide sono troppo bassi. E il veterinario gli prescrive una terapia adeguata: per calibrarla abbiamo impiegato alcune settimane, ma finalmente i valori sono tornati alla normalità».
Grazie alle sue pastiglie quotidiane, ora il pastore tedesco ha riacquistato parte del suo pelo e soprattutto la voglia di muoversi e giocare. Le infezioni non l’hanno però abbandonato, tornando a cicli alterni. Questa infatti è una conseguenza indotta dal nanismo che, oltre alla tiroide, influisce anche sulla particolare vulnerabilità dell’esemplare a batteri e parassiti.
Arrivato ormai a quattro anni di età, Zeus trascorre le giornate in compagnia di Sarge, uno dei suoi fratelli, anche lui affetto da nanismo, e le opzioni di divertimento per lui non mancano: come il grande giardino in cui rincorre Laura o le gite in barca al largo della Florida.
(Foto d’apertura: @zeus_the_dwarf_gsd)
Copyright © 2026 – Tutti i diritti riservati

