Lo shunt porto-sistemico nel cane

Francesca Mussinelli, Medico veterinario | mercoledì 7 settembre, 2022

Il PSS, shunt porto-sistemico intra o extraepatico nel cane, è una patologia grave che consiste in una malformazione vascolare congenita o acquisita.

Lo shunt porto-sistemico nel cane non è una malattia frequente, ma i segni clinici possono essere diversi perché diversi sono gli organi che possono essere colpiti.

Cos’è uno shunt porto-sistemico?

Normalmente il fegato riceve, tramite la vena porta, il sangue proveniente dal pancreas, dal tratto gastroenterico e dalla milza, per poter eliminare le tossine e i prodotti di scarto dal sangue circolante. Esistono alcune malformazioni congenite a carico del fegato e dei suoi vasi che portano una parte, più o meno grande, di sangue a bypassare il fegato e rientrare nel circolo sanguigno senza aver subito il trattamento di purificazione necessario: si parla in questo caso di shunt congenito.

Altre volte si possono creare delle alterazioni a carico di questa particolare circolazione del fegato in seguito a fenomeni degenerativi, come ad esempio in corso di cirrosi epatica: in questo caso parliamo di shunt acquisito.

In ogni caso, i sintomi che si manifestano sono simili e sono riconducibili all’accumulo di tossine nell’organismo, e spesso peggiorano dopo i pasti. 

Come riconoscere lo shunt porto-sistemico nel cane

I cani affetti da shunt possono manifestare disturbi nell’accrescimento ed eccessiva magrezza, associati a sintomi neurologici più o meno intensi: ottundimento del sensorio, a volte cecità, movimenti in circolo, momenti di assenza fino al coma e possono comparire anche vomito e diarrea.

La causa della sintomatologia neurologica è da ricercare nell’accumulo di sostanze tossiche di origine azotata nel sangue.In attesa di una risoluzione chirurgica della patologia, o quando questa strada non sia percorribile, è necessario impostare una dieta che, pur soddisfacendo i bisogni nutrizionali del paziente, diminuisca il carico di metaboliti tossici nel sangue.

La cura dello shunt porto-sistemico

Le scorie azotate derivano dalla degradazione delle proteine, di conseguenza in corso di shunt dovranno essere sostituite le proteine di origine animale, come la carne e il pesce, con proteine di origine vegetale come la soia o i legumi, associati a carboidrati facilmente digeribili come il riso, e fibre sia solubili che insolubili.

Esistono in commercio diete commerciali specifiche per questa patologia. È anche possibile utilizzare una dieta casalinga che, però, dovrà essere integrata e correttamente bilanciata da un medico veterinario nutrizionista. Un ottimo consiglio per aiutare il veterinario nutrizionista nella definizione della corretta dieta, è quello di consegnargli la cartella veterinaria del pet in questione, sempre aggiornata.

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