L’ipertiroidismo nel gatto: diagnosi e cura

Francesca Mussinelli, Medico veterinario | sabato 27 agosto, 2022

I gatti ipertiroidei sono spesso adulti o anziani. I sintomi principali della malattia sono la perdita di peso, aumento dell’appetito e, in alcuni casi, vomito e diarrea. Esistono diverse cure per combattere l’ipertiroidismo, alcune con risultati definitivi.

Nei gatti adulti e anziani è frequente la comparsa di tumori della tiroide, nella maggior parte benigni, che causano una produzione eccessiva di ormoni tiroidei, i quali determinano grandi alterazioni metaboliche. L’ipertiroidismo nei gatti è una patologia insidiosa: i sintomi iniziali sono la perdita di peso e l’aumento dell’appetito e della sete. Inoltre, possono manifestarsi vomito, diarrea, cambiamenti di carattere e ipereccitazione. L’ipertiroidismo predispone anche altre patologie importanti, come l’ipertensione e la miocardiopatia ipertrofica.

Quali sono i sintomi di ipertiroidismo nel gatto?

Durante la visita è possibile notare l’aumento di volume di uno o di entrambi i lobi tiroidei, e la conferma diagnostica si ha con la misurazione degli ormoni tiroidei circolanti, che risulteranno aumentati. Proprio per gli effetti sistemici di questa malattia, è importante procedere con analisi del sangue complete e ecocardiografia. L’obiettivo della cura è riportare i livelli degli ormoni tiroidei nei range di normalità; oggi esistono diverse opzioni terapeutiche per gestire questa insidiosa malattia.

Come si cura l’ipertiroidismo nel gatto

Innanzitutto, esiste una terapia medica che utilizza farmaci antitiroidei: queste molecole permettono di gestire la diminuzione degli ormoni tiroidei in maniera graduale e di adattare il dosaggio per ogni singolo gatto. Alcuni gatti non tollerano la terapia medica e possono manifestare vomito, abbattimento, o prurito facciale.

L’ipertiroidismo felino può essere trattato anche chirurgicamente rimuovendo la tiroide, con risultati definitivi, anche se non tutti i pazienti possono essere candidati a questo tipo di intervento.

Un’altra opzione è la terapia con iodio radioattivo, che consente la distruzione selettiva della tiroide senza alcun coinvolgimento degli organi circostanti. Questa terapia viene scelta per la risoluzione non chirurgica della patologia, ma richiede strutture veterinarie dedicate e, in Italia, non è al momento disponibile.

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