Cos’è il granuloma eosinofilico nel gatto?

Francesca Mussinelli, Medico veterinario | domenica 4 settembre, 2022

I gatti spesso soffrono di una patologia dermatologica chiamata “granuloma eosinofilico”. Questa si verifica in caso di allergie a parassiti cutanei o ad alimenti e causa forte prurito.

Il granuloma eosinofilico è una patologia dermatologica molto frequente nei gatti. Si parla di “complesso” perché può presentarsi in diverse forme, anche molto differenti fra loro, ma tutte rappresentano una delle possibili manifestazioni di allergia nel gatto. 

Il Complesso del Granuloma Eosinofilico (CGE) è associato ad una reazione di ipersensibilità, ovvero di allergia, nei confronti di allergeni quali ad esempio i parassiti cutanei (pulci), oppure nei confronti di alimenti e, infine, allergeni ambientali (pollini, acari); si è inoltre evidenziata una predisposizione genetica a questa patologia.

Le tipologie di Complesso del Granuloma Eosinofilico 

Il CGE può presentarsi in tre forme, che possono manifestarsi singolarmente o associate e quasi sempre sono estremamente pruriginose:

  •  Il granuloma eosinofilico: si presenta come una o più aree arrossate, senza pelo, che interessano prevalentemente l’addome o gli arti, ma che possono comparire anche in altre regioni del corpo, come la cavità orale.
  •  Il granuloma lineare: si tratta di una lesione cutanea allungata, biancastra e ispessita, localizzata nella faccia posteriore delle cosce.
  •  L’ulcera indolente: in questo caso il CGE si manifesta come un’ulcera a margini ben definiti, a carico del labbro superiore in posizione centrale o laterale. Nonostante l’aspetto, questa lesione non è pruriginosa e non crea dolore al gatto.

Come si cura il Granuloma Eosinofilico nel gatto?

La diagnosi si basa sull’aspetto caratteristico delle lesioni e può essere confermata con l’esame citologico.

Il granuloma può essere complicato da infezioni batteriche o fungine; la terapia richiede l’utilizzo di farmaci immunosoppressivi e, dove necessario, di antimicrobici.

Per evitare le frequenti e frustranti recidive, è inoltre necessario verificare possibili intolleranze agli alimenti o agli allergeni ambientali ed è indispensabile attuare una prevenzione efficace e costante contro i parassiti esterni, durante tutto l’anno.

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