Come tenere una Pogona: il rischio dell’iperparatiroidismo secondario 

Giulia Delvecchio | mercoledì 26 ottobre, 2022

Le malattie metaboliche si riscontrano frequentemente nei sauri in cattività. Anche i draghi barbuti che vivono in casa possono sviluppare l’iperparatirodismo secondario se non vengono frequentemente esposti ai raggi UVB: la corretta gestione dell’animale e una buona alimentazione prevengono problemi alle ossa.

Il drago barbuto (pogona vitticeps), è un sauro originario dell’Australia centrale a carattere diurno ed onnivoro, che si nutre di piccoli invertebrati e piccoli mammiferi, così come di alcuni vegetali tra cui foglie, fiori o frutti.

Una comune patologia del drago barbuto australiano detenuto in cattività è l’iperparatiroidismo secondario nutrizionale, che può causare deformità scheletriche; è importante saper riconoscere i fattori che lo predispongono a questa patologia. 

L’iperparatiroidismo secondario del drago barbuto australiano

Esistono una varietà di malattie metaboliche delle ossa che si manifestano in deformità scheletriche. L’iperparatiroidismo secondario nutrizionale, nelle Pogone giovani in cattività, è la patologia metabolica ossea di più frequente riscontro ed è il risultato di una carente ingestione, assorbimento e utilizzazione di calcio o di una sua relativa insufficienza rispetto al fosforo.

La maggioranza dei soggetti che la sviluppano è stata nutrita con una dieta ricca di grilli e camole della farina, i quali hanno un rapporto inverso calcio-fosforo e un’assoluta mancanza di calcio se comparata con i bisogni di un sauro in crescita. 

Spesso, la deficienza è anche da ricercarsi in un’inadeguata gestione del pet che non viene esposto sufficientemente ai raggi UVB, necessari per l’attivazione della fondamentale vitamina D, per un corretto metabolismo del calcio, oppure gli vengono somministrati degli integratori errati di sali minerali.

I sintomi e la terapia dell’iperparatiroidismo secondario nel drago barbuto australiano

I primi sintomi possono essere subdoli: possiamo notare una deformazione del profilo di mandibola e mascella, che appare più arrotondato. La Pogona può apparire rachitica e non in grado di alzare la testa e le zampe anteriori dal pavimento.

Nei casi gravi possiamo assistere ad una curvatura visibile della colonna vertebrale e le ossa fragili possono anche essere soggette a fratture patologiche. 

Il trattamento dell’iperparatiroidismo secondario nella Pogona è mirato alla correzione della gestione del pet e della dieta. 

Innanzitutto, bisogna instaurare una corretta integrazione di calcio, cercando di evitare un eccesso di vegetali che contengono ossalati e che possono interferire con l’assorbimento del calcio nell’intestino: come spinaci, cavoli o broccoli.

Infine è bene prestare attenzione all’esposizione ai raggi UVB, tramite lampade apposite, e al range di temperatura ideale che va dai 40-43 °C ai 25°C. 

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