Quando il cane soffre di ipotiroidismo

Francesca Mussinelli, Medico veterinario | lunedì 3 ottobre, 2022

Il cane ipotiroideo tende ad essere letargico, affaticato e obeso. Il suo manto si presenta in brutte condizioni, il pelo è rado e la cute sottile. Una corretta diagnosi è necessaria per impostare la terapia adeguata, che garantisce all’animale un’ottima qualità della vita.

Un cane soffre di ipotiroidismo quando la sua tiroide non funziona più correttamente. La tiroide è una ghiandola bilobata che si trova nella regione del collo, ai lati della trachea, e ha la funzione di produrre gli ormoni tiroidei.

Cosa può provocare l’ipotiroidismo nel cane?

Nel cane, nel 95% dei casi, le cause di ipotiroidismo sono due:
-Il tessuto ghiandolare della tiroide viene progressivamente sostituito da tessuto adiposo; si parla in questo caso di atrofia idiopatica tiroidea;
-La tiroide va incontro a fenomeni immuno-mediati, in cui l’organismo produce anticorpi contro la ghiandola stessa determinando una tiroidite autoimmune; alla base di questa patologia sembra esserci una predisposizione genetica.
Solo in una piccola percentuale dei casi, l’ipotiroidismo canino è riconducibile a forme tumorali della
tiroide. In ogni caso, la tiroide non riesce più a produrre normali quantità di ormoni tiroidei e, di
conseguenza, l’organismo non è in grado di regolare efficacemente il suo metabolismo.

Diagnosi e cura dell’ipotiroidismo nel cane

I cani affetti da ipotiroidismo di solito sono letargici, spesso obesi, si stancano facilmente, soffrono il freddo e il loro mantello si presenta in brutte condizioni, con pelo rado e cute sottile. Inoltre, questi pazienti sono più predisposti ad avere infezioni cutanee ricorrenti, disturbi neurologici e infertilità.
La diagnosi prevede la valutazione della funzione dell’ipofisi e della tiroide, per escludere altre patologie ormonali che possono presentare sintomi simili. La terapia consiste nella somministrazione di farmaci a base di ormoni tiroidei, come si fa in medicina umana.
I cani ipotiroidei in terapia tornano ad avere un’ottima qualità di vita, ma richiedono un monitoraggio costante della patologia.

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