L’intelligenza del cane: l’animale capisce se una persona è affidabile 

Elisabetta Scaglia, Medico veterinario | domenica 23 ottobre, 2022

Secondo uno studio effettuato in Giappone, i cani sarebbero in grado di trarre conclusioni circa l’affidabilità delle persone e di comportarsi di conseguenza.

Pochi anni fa è stato pubblicato, su un’autorevole rivista scientifica del settore, uno studio sull’intelligenza del cane e sulla sua capacità di discriminare persone affidabili da altre che non lo sono. Lo studio è stato svolto da alcuni ricercatori della Kyoto University, in Giappone, e ha coinvolto 34 cani. 

Lo svolgimento del caso studio sull’intelligenza del cane

Durante la sperimentazione, a ciascun cane sono stati mostrati due contenitori: uno vuoto e uno contenente cibo. Lo studio ha previsto tre fasi: 

  1. nella prima fase, uno sperimentatore ha indicato subito al cane il contenitore pieno;
  2. nella seconda fase, dopo aver mostrato al cane il contenuto di entrambi gli oggetti, lo sperimentatore ha indicato al cane il contenitore vuoto; 
  3. la terza fase è stata identica alla prima (lo sperimentatore ha indicato subito il contenitore pieno di cibo). 

Si è evinto che, mentre la maggior parte dei cani ha seguito le indicazioni dello sperimentatore nella fase uno, andando verso il contenitore indicato, molti meno lo hanno fatto nella fase tre. 

Questo studio dimostra che, non solo i cani sono in grado di seguire le indicazioni date da un essere umano attraverso i gesti (molti studi avevano infatti già dimostrato la capacità dei cani di seguire l’indicazione dell’uomo fatta attraverso l’indicare con la mano, in inglese “pointing”), ma anche di trarre conclusioni circa l’affidabilità della persona che dà indicazioni e modificare di conseguenza il loro comportamento in base a ciò che hanno dedotto. 

La conclusione dell’esperimento

Questo studio è un’ulteriore conferma delle grandi e complesse capacità cognitive e sociali del cane domestico. Inoltre, pone un ulteriore gradino verso una maggiore conoscenza di questa specie; in altri recenti studi era stata dimostrata la capacità di comprendere, ad esempio, le espressioni facciali e di conseguenza lo stato emotivo dell’essere umano.  Lo studio completo è stato pubblicato sulla rivista Animal Cognition nel 2015.

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