Il letargo delle tartarughe di terra: regole per un dolce risveglio

Giulia Delvecchio | venerdì 18 novembre, 2022

In inverno, le tartarughe di terra vanno in letargo: in tane sottoterra che scavano da sé o in rifugi preformati. Questa sistemazione previene la disidratazione e il congelamento e, assieme alla riduzione del metabolismo, assicura all’animale la sopravvivenza.

Il letargo delle tartarughe di terra è un adattamento naturale che permette loro di raccogliere le energie per affrontare una nuova stagione riproduttiva e di accrescimento; inoltre, essendo animali eterotermi, l’organismo delle tartarughe funziona meglio a determinate temperature: quando queste scendono sotto i 10°C, le testuggini mettono in atto un meccanismo di difesa grazie al quale sono in grado di rallentare il proprio metabolismo.

Come preparare il letargo per le tartarughe di terra

In un animale che vive all’esterno, la fase prodromica del letargo si rende evidente quando la tartaruga smette di alimentarsi: questo serve per liberare l’apparato gastroenterico dal cibo che potrebbe fermentare e causare gravi problemi. In previsione del risveglio è bene registrarne il peso.

Per aiutare la testuggine, alle prime gelate possiamo mettere a disposizione cumuli di fieno o foglie in un terreno drenante oppure, una volta individuata la zona preferita, controllare, soprattutto al Nord, che la tartaruga si interri completamente. Non vanno lasciate andare in letargo le tartarughe malate o in cattive condizioni.

Cosa fare quando la tartaruga di terra esce dal letargo

Durante il letargo, la tartaruga vive sfruttando le proprie riserve corporee. Ma con l’incredibile calo del metabolismo che è in grado di mettere in atto, normalmente subisce una piccola perdita di peso, inferiore al 10%.

La prima esigenza della tartaruga al momento del risveglio, assieme al riscaldamento solare, è quella di reidratarsi ed espellere le tossine accumulate durante il sonno. All’uscita dal letargo, quindi, la cosa migliore è far fare alla testuggine un bel bagno tiepido, mettendola in un contenitore di acqua il cui livello arrivi poco sotto il piastrone per evitare rischi di annegamento. Le tartarughe così bevono e mettono in atto anche il “cloaca drinking”, per cui i liquidi vengono stoccati in vescica.

Una volta uscite dal letargo, le tartarughe di terra dovrebbero riprendere ad alimentarsi entro una settimana dal risveglio. Se così non fosse, siamo di fronte a una condizione patologica molto seria detta “anoressia post letargo”. Se si riscontra questo problema, la tartaruga di terra va fatta visitare subito da un veterinario esperto in animali non convenzionali.

Anche le tartarughe di terra, quindi, come molti altri animali, scelgono il letargo per passare i mesi invernali. Con tali accorgimenti, i padroni delle testuggini possono accompagnarle e monitorarle durante questa fase.

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