Cos’è il disturbo compulsivo negli animali

Redazione | venerdì 6 maggio, 2022

Il disturbo compulsivo in un animale consiste in una serie di comportamenti anomali legati a situazioni di stress, frustrazione o conflitto vissute dall’animale e che possono arrivare a interferire con le sue normali attività della vita quotidiana.

I disturbi compulsivi sono definiti comportamenti anomali degli animali, perché sono espressi fuori contesto, esagerati, diretti verso stimoli od oggetti impropri e ripetuti in modo costante. 

Tra i più comuni ricordiamo: 

  • girare in tondo (circling); 
  • rincorrersi la coda (tail chasing);
  • leccarsi in modo insistente parti del corpo fino a provocarsi lesioni; 
  • cacciare le ombre o i riflessi; 
  • dondolare la testa (head bobbing);
  • aggredire parti del proprio corpo; 
  • iperestesia felina (rolling skin disease), ovvero un’eccessiva sensibilità della pelle del gatto che lo porta a mordersi, grattarsi e leccarsi in maniera compulsiva

Questi comportamenti inizialmente sono manifestati in seguito a stress, frustrazione o a un conflitto; successivamente, se queste situazioni si ripetono più volte, possono dare luogo a veri e propri disturbi compulsivi fino ad arrivare al punto da interferire con le normali attività della vita animale (mangiare, riposare, giocare, interagire con l’ambiente e con altri individui). 

Cause e rimedi dei disturbi ossessivi compulsivi animali

Una delle cause dei disturbi ossessivi compulsivi degli animali è legata alla mancanza di soddisfacimento di attività biologiche (il movimento e l’attività fisica) e sociali. Questo spiega perché questi disturbi siano molto frequenti nei canili. Anche gli stimoli fisici come lesioni o irritazioni di natura allergica e il condizionamento del proprietario (che può peggiorare il disturbo rinforzandolo) possono influenzare la comparsa di tali comportamenti. 
Pare inoltre che esista una predisposizione genetica ai comportamenti anomali e anche una predisposizione di razza, che può influenzare il tipo di disturbo. I disturbi compulsivi si curano quasi sempre con l’associazione di terapia comportamentale e farmacologica: in genere solo dopo che un supporto farmacologico ha ridotto l’intensità del comportamento compulsivo sarà possibile mettere in atto delle modificazioni comportamentali efficaci. 

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