Una rara genetta soccorsa nell’entroterra di Ventimiglia

Alessio Pagani | giovedì 29 dicembre, 2022

Recuperata grazie all’intervento del servizio ambulanze veterinarie Val Nervia, è stata affidata alle cure del Centro recupero animali selvatici e poi rimessa in libertà.

Un raro esemplare di genetta africana è stato recuperato in un pollaio di Olivetta San Michele, in val Roya, nell’immediato entroterra di Ventimiglia. L’animale (che assomiglia a un gatto un po’ particolare) presentava alcune ferite alla testa ed era accovacciato in un angolo del pollaio. Il proprietario del posto ha avvisato i carabinieri, che a loro volta hanno allertato i volontari del servizio ambulanze veterinarie Val Nervia, che lo hanno recuperato. Una volta al sicuro l’esemplare è stato posizionato in una gabbia, in attesa dell’intervento del Nucleovigilanza regionale faunistico ambientale della Liguria. Dopodiché il mammifero, delle dimensioni di un gatto, è stato visitato al Centro recupero animali selvatici di Genova e curato. Nelle scorse ore, poi, sempre gli agenti del Nucleo vigilanza regionale faunistico ambientale l’hanno accompagnata nei boschi delle Alpi liguri e rimessa in libertà.   

Missione compiuta, dunque, e ritorno in natura per uno degli animali carnivori più antichi, d’origine africana. La genetta, spesso confusa con il gatto selvatico vista la sua pelliccia maculata, presenta un muso appuntito, la coda molto lunga e grande ed è stata osservata per la prima volta in Italia nel 2008, proprio nel Parco Naturale Regionale delle Alpi Liguri. Si ritiene che i primi esemplari di genetta siano arrivati in Europa attorno all’anno Mille a bordo delle navi dei Saraceni, che impiegavano questi animali per derattizzare i loro velieri. Da lì le genette si sono poi diffuse, arrivando nel corso dei secoli a essere presenti in Francia e raggiungendo, attraverso le alture della costa mediterranea, anche il nostro Paese. Scoprirla però non è per niente facile: si tratta, infatti, di un piccolo carnivoro della famiglia dei Viverridi, molto elusivo, difficile da individuare, che raramente si avvicina agli ambienti urbanizzati, prediligendo la tranquillità e il silenzio dei boschi.   

(Foto d’apertura: IPA)

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