Schiaparelli, è polemica: alle sfilate di Parigi le modelle indossano teste di animali

Daniela Bilanzuoli | martedì 24 gennaio, 2023

Abiti Haute Couture con le tre fiere dell'Inferno di Dante: la testa della lonza, del leone e della lupa indossate dalle tre top model più famose del mondo. La scelta dello stilista Daniel Roseberry fa discutere e infiamma gli animalisti.

La lonza, il leone e la lupa sfilano alla Paris Fashion Week: Maison Schiaparelli rende così omaggio alla Divina Commedia. La collezione P/E 2023 è interamente dedicata all’Haute Couture e Shalomon Harlow, Irina Shayk e Naomi Campbell – le tre top model più famose al mondo – hanno sfilato per Schiaparelli trasformandosi nelle tre fiere di Dante Alighieri. 

Shalomon, tornata di recente a calcare le catwalk, ha rappresentato la lonza: in passerella ha indossato un tubino nero maculato con una testa di leopardo bianco delle nevi con la bocca spalancata; Irina ha sfilato in un abito nero di velluto con una maestosa testa di leone; Naomi, invece, è stata la lupa nera dagli occhi arancioni con un lungo cappotto di pelliccia nero con la testa di un lupo. 

Nel front-row Kylie Jenner (la più giovane delle sorelle Kardashian), anche lei con indosso l’abito-leone di Iryna Shayk; la cantante Doja Cat, interamente ricoperta di cristalli rossi; e Chiara Ferragni, che al Festival di Sanremo indosserà proprio abiti firmati da Schiaparelli.

La selva oscura dantesca prende vita in un vero e proprio show-provocazione delo stilista Daniel Roseberry, che ha fatto subito parlare. Non sono mancate, infatti, le polemiche sui social: nonostante si tratti di “faux fur” (pelliccia ecologica), l’idea dello stilista ha infiammato gli animi. Tantissimi i commenti di chi, invece della memoria dantesca, ha percepito un richiamo alla caccia e agli animali abbattuti come trofei. Niente, in verità, che si avvicini all’etica di Maison Schiaparelli che è contraria all’utilizzo di pellicce vere.

Daniel Roseberry, inoltre, è da sempre vicino al tema faunistico e sin dal suo arrivo nella Maison ha realizzato sfilate a tema, con pappagalli e altri volatili. Questa volta, con la Divina Commedia, si è superato: per la realizzazione delle teste di animali tanto realistiche e a grandezza naturale ha utilizzato resina e pelliccia finta e il risultato è stato indubitabilmente clamoroso.

Il direttore creativo, in casa Schiaparelli dal 2019, ha scelto di dar vita all’Haute Couture celebrando il dubbio, la sensazione di compiacere il pubblico e allo stesso tempo impressionarlo, e ci è decisamente riuscito. 

(Foto d’apertura: @chiaraferragni)

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