Salvato Charlie il segugio: l’avrebbero gettato fuori da un’auto in corsa

Redazione | mercoledì 14 settembre, 2022

Charlie, un cucciolone di segugio, forse perché non adatto alla caccia, è stato abbandonato così e, terrorizzato, sì è rifugiato in un fosso, tra i rovi e sotto il sole cocente, rischiando di morire.

Lanciato da un’auto in corsa perché non più utile alla caccia. È questo il drammatico sospetto che ha accompagnato il soccorso di un giovane segugio. Un intervento d’emergenza portato avanti, con successo, dai volontari dell’Organizzazione internazionale protezione animali (OIPA) di Ancona. Il cane sarebbe stato buttato da un’auto in corsa nella campagna di Montemarciano, in provincia di Ancona, e le indagini per individuare il responsabile di questo ignobile gesto sono in corso. Anche per questo OIPA invita chiunque sia in possesso di informazioni sui proprietari del cane o abbia assistito all’abbandono, a contattarla. 

«Questo cucciolone di segugio», spiegano dall’organizzazione, «forse abbandonato perché non adatto alla caccia, era così terrorizzato che sì è rifugiato in un fosso, tra i rovi e sotto il sole cocente, rischiando di morire», dopo il “volo” che l’aveva già messo in grave pericolo. Per sua fortuna, però, una persona che aveva intuito qualcosa ha fatto scattare l’allarme. «Così dopo ore di ricerca, in collaborazione anche con la pattuglia dei vigili del posto e l’associazione di ricerca dispersi Biagio’s Group, siamo riusciti a recuperare il cane, che abbiamo portato immediatamente da un veterinario», racconta Luana Bedetti, coordinatrice delle guardie zoofile OIPA di Ancona e provincia.  

«Le sue condizioni fisiche erano buone, ma aveva un’escoriazione sul collo attribuibile all’utilizzo di un collare stretto. Era però molto provato psicologicamente: atterrito, tendeva a ululare di paura alla vista degli esseri umani. Ora si trova in una struttura dove è amorevolmente seguito e sta migliorando a vista d’occhio». Per lui ci sarà ora la possibilità di una nuova vita: è stato chiamato Charlie, come il suo salvatore, ovvero l’uomo che ha segnalato l’accaduto all’associazione, dando così il via alle operazioni di soccorso.

(Foto: OIPA)

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