Progetto Virginia: assistenza gratuita per i cani dei senzatetto

Daniela Bilanzuoli | giovedì 14 luglio, 2022

In Italia sono pochissimi i centri di accoglienza che accettano clochard con cani, costretti a dormire per strada anche in pieno inverno. Il progetto dell’Oipa garantisce un aiuto concreto.

Un aiuto per gli animali che non possono ricevere cure veterinarie perché troppo costose per i loro padroni. È quello messo a punto dall’Organizzazione Internazionale Protezione Animali di Milano, Oipa, che ha istituito il progetto Virginia. Alla base del programma vi sono l’assistenza veterinaria e comportamentale gratuita: un sostegno concreto ai quattro zampe dei clochard. 

I senzatetto sono sempre di più e, per molti di loro, i cani sono gli unici compagni di vita. Purtroppo, però, non hanno le disponibilità economiche per sostenere le cure adeguate e la solidarietà delle associazioni è la loro unica salvezza.

I cosiddetti “angeli blu” di Oipa forniscono assistenza veterinaria, beni di prima necessità quali cibo, coperte e antiparassitari e consigli su come gestire il proprio animale. 

A sostegno del progetto Virginia, vi sono anche le guardie eco-zoofile che intervengono per verificare la regolare detenzione degli animali e le loro condizioni psico-fisiche. 

In Italia sono poche le strutture che accolgono per la notte i senzatetto con animali e il ruolo dei volontari dell’Oipa è prezioso e fondamentale per garantire loro un reale sostegno. 

L’associazione, inoltre, fa appello alle istituzioni che si occupano di assistenza ai senza fissa dimora, chiedendo di accogliere nei loro centri anche i clochard con cani. Il problema è molto grave, soprattutto nei mesi invernali quando, molti di loro, sono costretti a dormire al gelo con i loro cani pur di non lasciarli fuori da soli. 

Questo sostegno aiuta, quindi, anche gli stessi clochard che spesso affrontano gravi problemi per sopravvivere insieme ai propri animali.

«Imporre agli assistiti questa condizione, inaccettabile per chi sa cosa significhi amare e proteggere il proprio animale, equivale a condannarli ad ammalarsi o, peggio, a morire di freddo», osserva il presidente dell’Oipa, Massimo Comparotto. «Inoltre, condizionare l’offerta di un letto e di una coperta sotto un tetto, o di un pasto caldo, all’abbandono del proprio cane fuori dalla struttura significa mettere a repentaglio anche la vita del cane. E l’abbandono di un animale è condannato dal Codice penale».

Gli interventi dell’Oipa al momento sono mensili, ma l’intenzione è coinvolgere più volontari per garantire un’assistenza settimanale.

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