Pet therapy con le galline, ora è possibile!

Daniela Bilanzuoli | mercoledì 9 novembre, 2022

È a Milano il primo centro italiano di interventi assistiti con gli avicoli. Da oggi, galli e galline diventano co-terapeuti al pari di cani, gatti, asini, cavalli e conigli. Lo ha riconosciuto anche il Ministero della Salute.

Galli e galline sono stati riconosciuti, per la prima volta in Italia, come protagonisti adatti per gli interventi assistiti. La legittimazione ufficiale è stata ottenuta dalla Fattoria del parco Trotter del comune di Milano, grazie al lavoro della cooperativa sociale “Tempo per l’infanzia” in collaborazione con l’ATS veterinaria. 

«La pet therapy, ad oggi, ha avuto solo cinque tipi di animali riconosciuti dal Ministero della Salute: cane, gatto, coniglio, asino e cavallo. Con gli altri “abitanti” della fattoria, invece, si sono sempre potute fare attività didattiche e di coinvolgimento, ma non potevano essere chiamate attività educative o terapeutiche», spiega a Zoon Magazine Elena Sposito, coordinatrice di “Tempo per l’infanzia”. 

Le attività didattiche con gli avicoli sono da sempre organizzate nelle fattorie, ma il Ministero della Salute non aveva finora riconosciuto ufficialmente la loro importanza terapeutica. «Abbiamo presentato un progetto, che si chiama “A tu per tu nel pollaio”, che è piaciuto molto ed ha avuto il nulla osta come insieme di vere e proprie attività educative», spiega Elena Sposito. «Abbiamo scritto, insieme alla veterinaria Marzia Possenti, un protocollo sanitario e gestionale di galli e galline. Redigere per bene un documento su come coinvolgerli è fondamentale, bisogna sapere quali sono i requisiti che devono avere sia dal punto di vista sanitario che gestionale». 

Galli e galline sono visti – solitamente – comeanimali da allevamento: entro l’anno di vita vengono uccisi e non si ha conoscenza comportamentale e affettiva di questi esemplari; l’interazione con loro, invece,  può effettivamente dare gli stessi benefici di quella con cani o gatti. «Noi abbiamo in totale 14 esemplari, di cui 3 sono galli: padre e 2 figli maschi. Li abbiamo chiamati Aldo, Giovanni e Giacomo, come il trio dei divertentissimi comici! Facciamo sostanzialmente attività di cura: entrare nel pollaio, aiutare a pulire, raccogliere le uova, giocare con le galline, dar loro da mangiare e coccolarle. Le galline sono animali sociali, lavorano in gruppo e sono affettuose. Il nostro progetto è una bella esperienza per i bambini, perché capiscono anche cos’è la relazione: imparano non solo come l’animale comunica, ma cosa significa far parte di un gruppo», prosegue la coordinatrice di “A tu per tu nel pollaio”.

Si impara così che galli e galline sono molto portati alla socialità e hanno persino la capacità di riconoscere fino a un centinaio di individui diversi. Tra di loro, questi avicoli instaurano rapporti, hanno bisogno di stare insieme, e ogni gallo ha il suo gruppo di galline. «La relazione che il gallo ha con le femmine è una relazione di cura. Quando arriva il cibo, con il suo canto le “avvisa” perché arrivino a mangiare prima di lui. Quando fanno le uova, lui sta lì a guardare, controlla che non sopraggiungano predatori e che nessuno disturbi le galline; a modo suo partecipa, insomma, e protegge il luogo della deposizione delle uova», continua Elena Sposito. «E poi ognuno di loro ha il suo carattere, ciascun esemplare ha un proprio temperamento. Questo è importante che le persone lo sappiano: la gallina, che generalmente viene considerata stupida, è in realtà molto intelligente». 

(Foto d’apertura: cooperativa sociale “Tempo per l’infanzia”)

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