Passata la pandemia, si restituiscono gli animali da cortile 

Alessio Pagani | lunedì 10 ottobre, 2022

Nuovo fenomeno negli Stati Uniti: superate le restrizioni, passa di moda anche la vita di campagna. E a farne le spese sono gli animali.

L’allarme è stato lanciato dal New York Times ed è legato al destino di migliaia di animali da cortile negli Stati Uniti. Galline, conigli, anatre e oche che terminata l’emergenza covid negli Usa sono stati oggetto di restituzione, con rinuncia di proprietà cresciute nelle ultime settimane di oltre il 50%. Il punto è che nei giorni acuti delle restrizioni da Covid diverse persone, allontanandosi dalle città assediate dal virus, avevano optato per la campagna, non limitandosi solo a scegliere spazi più ampi in cui vivere. Molti di loro, infatti, si erano buttati anima e corpo nell’acquisto di animali: anatre, polli, pulcini, anatroccoli, ma anche conigli, criceti e cincillà, senza dimenticare lucertole e piccoli rettili. E ora che la pandemia è finita, almeno nei suoi effetti sulle libertà di movimento, e le persone tornano negli uffici e gli studenti a scuola, anche gli animali non sono più una compagnia, ma un impegno che in molti non vogliono più gestire.

Secondo i calcoli del quotidiano newyorkese, «la restituzione di piccoli animali sono aumentate di oltre il 50% a livello nazionale nei primi sei mesi del 2022, rispetto allo stesso periodo dell’anno prima». Dati confermati anche dall’associazione animalista Shelter Animals Count, che raccoglie dati da oltre 6.000 rifugi. E che tutto sia legato alla pandemia lo confermano le età di questi animali: la maggior parte ha meno di tre anni, il che indica che si trattava di “acquisti causati dal virus”, ha affermato Katy Hansen, portavoce del sistema dei rifugi Animal Care Centers di New York. In Italia, invece, per ora non si assiste a questo fenomeno ma piuttosto, come sottolineato da diverse associazione che si occupano di gestire rifugi, «alle rinunce di proprietà, legate ai problemi economici che impediscono alle famiglie di continuare a farsi carico dei propri animali». Episodi che crescono in misura direttamente proporzionale agli effetti della crisi.  

(Foto d’apertura: IPA)

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