Palermo invasa dai maxi animali colorati di Cracking Art

Alessio Pagani | martedì 24 maggio, 2022

Allestita negli spazi esterni di Villa Malfitano e Villa Trabia la mostra “Stories”. Le installazioni di chiocciole, conigli, gatti, rondini, tartarughe e pinguini saranno visibili fino al prossimo 10 luglio .

Oltre quaranta sculture colorate fuori scala in plastica rigenerata hanno “occupato” la città di Palermo. Trasformando i giardini di Villa Malfitano e Villa Trabia nella loro dimora, fino al prossimo, 10 luglio. In mostra c’è infatti un’imponente selezione del bestiario di “Cracking Art”, il movimento artistico che dal 1993 invade pacificamente le città per sensibilizzare l’opinione pubblica sulle sofferenze che l’uomo continua a infliggere all’ambiente. Nel capoluogo siciliano questo compito toccherà all’esposizione denominata “Stories”. Tutta incentrata su gigantesche sculture di animali – conigli, chiocciole, gatti, elefanti, tartarughe e pinguini – realizzate in plastica riciclata che, come in una favola, «si impossessano degli spazi verdi trasformandoli in una galleria d’arte e in un collettore di storie a cielo aperto, utilizzando un materiale inquinante come la plastica in una fonte di sorprese fantastiche». Il tutto basato sulla condivisione.

«Sono tante le storie che si possono quotidianamente raccontare attraverso l’utilizzo degli smartphone e delle applicazioni a essi connesse», chiariscono gli organizzatori. «Narrazioni che vengono condivise in brevi spezzoni, ormai note come “stories”, e che vengono spesso arricchite dall’uso di filtri, stickers, musiche che aggiungono elementi di fantasia a ciò che si vede, creando delle vere e proprie interpretazioni personalizzate della realtà̀ circostante. E le opere Cracking Art sono anche questo: inserimenti inaspettati di elementi di fantasia che popolano il mondo reale per reinterpretarlo e dare significati diversi». Al centro dei quali si eleva il rispetto dell’ambiente e degli animali. Che, con la loro “ingombrante” presenza palermitana sono lì a ricordarci quanto grandi sono i rischi che come noi corrono, in attesa di un cambiamento radicale delle nostre abitudini.

(Foto: @Salvo Puccio)

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