Ora è possibile registrare i “suoni” della biodiversità

Alessio Pagani | lunedì 5 dicembre, 2022

È partita la nuova edizione di “Nature Guardians”, il progetto che si pone come obiettivo la salvaguardia della natura attraverso la tecnologia.

Huawei Italia e WWF Italia rinnovano la loro collaborazione dando il via alla nuova fase del progetto “Nature Guardians”. L’iniziativa, che avrà la durata di circa un anno, prevede l’utilizzo dei dispositivi Rainforest Connection (RFCx) di monitoraggio bioacustico e di una piattaforma basata su cloud e intelligenza artificiale per la registrazione continua dei suoni all’interno di otto oasi del WWF. I sensori amici della biodiversità arriveranno così a Valle dello Sporeggio (TN), Bosco di Vanzago (MI), Ghirardi (PR), Ripabianca di Jesi (AN), Calanchi di Atri (TE), Lago di Penne (PE), Monte Sant’Elia (TA), Lago Preola e Gorghi Tondi (TP) per  raccogliere dati utili a valutare la relazione tra le diverse pratiche agricole e la conservazione della biodiversità naturale. 

L’obiettivo è realizzare un sistema di registrazione automatica con network di sensori per localizzare le sorgenti sonore e riconoscere le specie animali, così da ottenere un monitoraggio permanente negli ambienti naturali. Ventiquattro speciali dispositivi verranno installati in queste Oasi WWF che, dalle Alpi alla Sicilia, accolgono anche meleti, vigneti, uliveti, agrumeti, campi di grano e terreni destinati alla coltivazione di cereali e ortaggi.  

«La biodiversità è il fondamento del nostro sistema di produzione alimentare, all’interno del quale la coesistenza armonica di diversi organismi garantisce la sua capacità di reagire positivamente alle minacce di eventi esterni quali inquinamento, cambiamenti climatici e distruzione degli habitat naturali», ha sottolienato Benedetta Flammini di WWF Italia. «Grazie alla rinnovata collaborazione con Huawei e Rainforest Connection condurremo indagini bioacustiche che ci consentiranno di confrontare la biodiversità nelle aree agricole delle Oasi WWF, gestite con metodo biologico, con quella presente in aree agricole limitrofe, gestite invece con metodi convenzionali e dipendenti dall’uso di sostanze chimiche di sintesi come pesticidi e fertilizzanti: lo scopo è  individuare le pratiche migliori per rendere l’agricoltura del futuro sempre più sostenibile e rispondente alle esigenze della natura e degli uomini».  

(Foto d’apertura: WWF)

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