Napoli, dopo cento anni nel Golfo ritorna la gazza marina

Alessio Pagani | giovedì 1 dicembre, 2022

L’uccello acquatico avvistato nei giorni scorsi segna il ritorno della specie dopo quasi un secolo. Gli ultimi due esemplari documentati erano stati abbattuti nel 1928.

Emozione e stupore. Sono queste le sensazioni che si respirano sul Golfo di Napoli, dove per la prima volta in quasi un secolo un ornitologo della Stazione Zoologica Anton Dohrn è riuscito ad avvistare sul lungomare di Mergellina un esemplare di gazza marina, per la scienza “Alca torda”. Erano infatti 94 anni che non veniva documentata la presenza della gazza marina nel golfo di Napoli. Mentre in Liguria accade più di frequente che vengano osservati esemplari di gazza marina – quest’anno, con 15 avvistamenti, si parla di un vero e proprio boom -, l’avvistamento nella città partenopea rappresenta un fatto eccezionale e una bella notizia per la biodiversità locale: le ultime due femmine avvistate all’ombra del Vesuvio infatti erano state abbattute nel 1928. La segnalazione è partita da un istruttore di vela che si è accorto di essere di fronte, curiosamente, a un volatile diverso da quelli che abitano comunemente quelle zone. A quel punto, l’ornitologo Rosario Balestrieri della Stazione Zoologica Anton Dohrn si è recato sul lungomare di Mergellina e ha confermato che, in effetti, la gazza marina era tornata. 

La gazza marina – Alca torda – è un uccello acquatico che si trova tipicamente sulle coste settentrionali dell’Atlantico. Dall’aspetto che ricorda quello di una gazza ladra o, meglio, di un piccolo pinguino, la gazza marina è un’abile pescatrice, ma si sposta sulla terraferma per nidificare tra le rocce. Nonostante nel mondo la sopravvivenza della specie non sia oggi a rischio, è importante, come ricorda la Lipu, tutelare gli esemplari che si spingono fino al Mediterraneo per svernare. «La gazza marina è specie protetta, in quanto in Europa ha uno stato di conservazione sfavorevole a causa di sversamenti di petrolio in cui rimane imbrattata e la cattura in reti o altri attrezzi da pesca. Raccomandiamo, quindi, a pescatori e imbarcazioni che si imbattessero in questi particolari uccelli marini di starne distanti con le imbarcazioni e soprattutto con le attrezzature da pesca».

(Foto d’apertura: IPA)

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