Lucciole, gli insetti magici dell’estate

Alessio Pagani | mercoledì 10 agosto, 2022

Se ne vedono sempre meno, decimate dalla perdita di habitat, dall’inquinamento luminoso e dai pesticidi, ma durante l’estate possiamo ancora ammirarle.

Quando volano in sciame sembrano quasi stelle cadenti. E per molti di noi sono sinonimo di serate trascorse da piccoli all’aperto, quando nel buio della natura si potevano ammirare quelle piccole luci muoversi nell’aria. Oggi ne vediamo di meno e non si tratta solo di una percezione. Il loro numero sta, infatti, calando drasticamente: decimate dalla perdita di habitat, dall’inquinamento luminoso e dai pesticidi sono in forte rischio. Eppure ogni estate le lucciole sono capaci di rinnovare la loro magia.

Figlia di un ciclo di vita particolare. Le lucciole, infatti, trascorrono quasi tutta la vita, che dura circa due anni, sotto forma di larve. Dopo due o tre inverni, in cui restano ibernate, si trasformano in bozzolo, da cui dopo due settimane nasce la lucciola adulta. Inizia così una fase della loro vita brevissima, ma intensa. Proprio in questo momento inizia il fenomeno della bioluminescenza: fare luce serve infatti alle femmine nel rituale di accoppiamento. Entrambi i sessi sono dotati comunque dotati degli organi luminescenti, ma se la femmina può emettere luce per più di due ore, il maschio si limita solo a piccoli flash rapidissimi. E quelli che di solito notiamo noi sono proprio loro: volteggiano nel cielo di notte in un campo di grano o in un bosco e sono facile da osservare mentre si accendono e spengono.

Pur essendo in calo le lucciole sanno adattarsi a diversi ambienti: vivono quasi ad ogni latitudine tranne nelle zone molto fredde, vicine ai Poli. Preferiscono, però, gli ambienti temperati e umidi come foreste, sponde di fiumi e laghi e paludi. In Italia se ne trovano ancora molte, soprattutto al Sud, in Basilicata, Calabria, Sicilia, e in generale lontano dai centri abitati.  

(Foto d’apertura: @domeian_photography)

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