La Terra e gli animali sono in pericolo. Il WWF si appella al cuore delle persone 

Alessio Pagani | domenica 20 novembre, 2022

Un regalo di Natale molto speciale. Con il “kit adozioni con peluche” sarà possibile aiutare direttamente una delle specie più minacciate e sostenere così gli sforzi per la sua conservazione.

Serve «il cuore» per salvare il Pianete. Parola del WWF. Perché il tempo stringe e le sue condizioni di salute non sono buone. E a soffrire sono gli animali e la biodiversità. Se nel 1970 la Terra era abitata da 4 miliardi di persone, infatti, oggi la popolazione umana globale è raddoppiata fino agli 8 miliardi. Negli stessi 50 anni, l’abbondanza delle popolazioni selvatiche di vertebrati (mammiferi, uccelli, rettili, anfibi e pesci) è invece crollata in media del 69%. Circa 1 milione di specie è a rischio estinzione e i tassi di scomparsa sono tra le 100 e le 1.000 volte più rapidi di quelli naturali. «Se mettessimo su una bilancia tutti gli uccelli viventi», spiegano dall’organizzazione ambientalista, «il 70% del peso sarebbe dato da pollame e altre specie domestiche allevate per i nostri consumi: gli uccelli selvatici sarebbero appena il 30%». E i mammiferi se la passano ancora peggio. «Il 60% del loro peso su una ipotetica bilancia sarebbe dato da animali di allevamento, il 36% dagli esseri umani e solo il 4% da mammiferi selvatici». Come se non bastasse, la nostra attuale impronta ecologica supera di ben il 75% la capacità della Terra di generare risorse e assorbire i nostri scarti: questo significa che viviamo come se avessimo a disposizione quasi due Pianeti. Ma non è così.  

Al primo posto fra le cause della crisi di natura ci sono la distruzione, frammentazione e degradazione degli habitat, in primis per aumentare gli spazi destinati all’agricoltura (spesso a scapito di ecosistemi ricchi e fondamentali come le foreste tropicali). Al secondo posto troviamo il sovrasfruttamento delle specie animali e vegetali, nelle sue diverse forme: dalla pesca insostenibile degli stock ittici, con modalità e quantità che non danno modo alle popolazioni marine di rigenerarsi, al bracconaggio e ai traffici illegali di specie protette. Crimini di natura che fanno sì che un chilo di corno di rinoceronte valga sul mercato nero più dell’equivalente in cocaina, mentre la carne, la pelle e le ossa di tigre continuano ad essere commerciate illegalmente.  

Segue l’inquinamento nelle sue varie forme: dai pesticidi che stanno contribuendo al collasso di molte popolazioni di insetti impollinatori e di innumerevoli invertebrati acquatici, alla marea di plastica dispersa in natura che entro pochi decenni supererà in quantità i pesci presenti nei nostri mari, all’accumulo di fertilizzanti a base di azoto e fosforo le cui quantità hanno di gran lunga superato i limiti planetari che ne consentono l’equilibrio. Fino all’inquinamento acustico, che rende sempre più difficile la comunicazione tra animali, dagli uccelli migratori in cerca di un partner fino alle diverse specie di cetacei per i quali la comunicazione acustica è vitale. Ruolo sempre più rilevante è poi quello giocato dal cambiamento climatico provocato dall’uomo, che è insieme causa ed effetto della perdita di biodiversità.  

Il WWF Italia, per Natale, vuole così spronare ognuno di noi a passare dall’intenzione all’azione: riparte la campagna “A Natale mettici il cuore”, con l’obiettivo di invitare le persone a regalarsi o a donare l’adozione di una delle specie simbolo che senza il nostro aiuto rischiamo di perdere per sempre. Si tratta ovviamente di un’adozione simbolica, ma grazie a questo gesto si sosterranno i progetti di conservazione WWF a tutela della natura, quella natura senza la quale non possiamo vivere perché ci fornisce cibo, ossigeno, acqua potabile, medicinali e difesa dagli eventi estremi. Esiste dunque la possibilità di comprare un animale di peluche e garantire il futuro alle vere specie più minacciate come gli orsi polari, le balene, le foche, i panda, le tigri, i koala e i pinguini. E con il “kit adozioni con peluche”, si riceverà non solo il pupazzo, ma anche il certificato di adozione e tante altre sorprese per conoscere meglio la specie che si è deciso di salvare con gesto piccolo, eppure straordinario. 

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