Giovane capovaccaia soccorsa a Castro

Redazione | mercoledì 8 giugno, 2022

Il volatile, uno dei rapaci a rischio estinzione più elevato, è stato trasferito al Centro di recupero della fauna selvatica di Calimera, in provincia di Lecce. Lì sarà nutrita e rimessa in forze prima di tornare in natura.

L’hanno trovata su un terrazzo di Castro, comune in provincia di Lecce. Era stremata e affamata e di lei si sono prese cura le guardie ambientali e i carabinieri Forestali dopo avere seguito il segnale Gps di cui era dotata. Si tratta di un esemplare femmina di capovaccaio, una delle specie di avvoltoio presente nel nostro Paese ma in numero talmente esiguo da essere considerata la specie di volatili a maggiore rischio estinzione. Si tratta di uccello migratore che da adulto adotta un piumaggio bianco e passa l’inverno in Africa nella zona sub-sahariana. Anche se sempre più raramente, però, viene nel nostro Paese a nidificare, tra Sicilia e Calabria. Adesso l’animale è stato affidato alle cure del Centro recupero della fauna selvatica di Calimera. Il volatile, di nome Pina, è nato lo scorso anno al CERM, il Centro rapaci minacciati, di Rocchette di Fazio (Grosseto) e liberato il 16 maggio scorso nel Parco Naturale della Murgia Materana, nell’ambito del progetto Life Egyptian vulture, che ha lo scopo di favorirne la conservazione attraverso la riproduzione e la reintroduzione in natura dei soggetti nati in cattività.

Pina si trovava da qualche giorno nel centro abitato di Castro e, seguendo le coordinate geografiche del Gps di cui è dotata, è stata recuperata in un terrazzo. In accordo con Guido Ceccolini, direttore del CERM, che ne seguiva i dati e i movimenti in coordinamento con Ispra, Pina sarà ora sottoposta a un piano di riabilitazione. Al Centro animali selvatici di Calimera, vicino a Lecce, sarà nutrita e accudita nell’attesa di essere restituita alle amorevoli cure di coloro che ne hanno seguito tutte le fasi della crescita e della reintroduzione. Presto, così, la giovane potrà tornare a solcare i cieli del Sud Italia.

(Foto: Sos Fauna Calimera)

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