È dei delfini la più grande rete sociale dopo quella umana  

Alessio Pagani | lunedì 19 settembre, 2022

La loro capacità di cooperazione è molto simile a quella umana e aiuta a capire anche la nostra evoluzione.

Che siano tra gli animali più intelligenti, addestrabili e sensibili è un dato di fatto. Chiarito dall’esperienza e dalle ricerche. Che fossero in grado di cooperare tra loro per raggiungere un obiettivo, invece, era ancora una questione dibattuta. Fino ad ora. Nuovi studi, infatti, hanno evidenziato come sia proprio riconducibile ai delfini la più vasta rete di cooperazione sociale dopo quella umana. Questa caratteristica, che un tempo si riteneva unica della nostra specie, è invece una proprietà anche di questi animali, perfettamente in grado di creare alleanze su più livelli che permettono ai maschi di avere maggiore accesso alle femmine, aumentando quindi il loro successo riproduttivo. 

La scoperta arriva da un gruppo di ricercatori guidati dall’Università statunitense del Massachusetts di Dartmouth e dall’Università britannica di Bristol, che ha pubblicato i risultati sulla rivista dell’Accademia nazionale delle scienze statunitense (Pnas). Lo studio evidenzia che le società dei delfini, così come quelle dei primati non umani, costituiscono modelli preziosi per comprendere anche l’evoluzione sociale e cognitiva umana. Gli scienziati, guidati da Richard Connor dell’Università di Dartmouth e Stephanie King di quella di Bristol, hanno studiato le alleanze all’interno di un gruppo di 121 delfini tursiopi maschi del tipo tursiops truncatus che vivono nella Baia degli Squali, nell’Australia Occidentale. Questi esemplari sono stati osservati formare vere e proprie reti cooperative di primo livello, incentrate sulla collaborazione di due o tre maschi, per condividere l’accesso a una femmina. Questi nuclei iniziali sono stati poi visti allearsi con altri branchi più grandi di secondo livello (costituiti da 4 a 14 esemplari) e infine di terzo livello. Con un obiettivo solo: favorire l’accoppiamento e il benessere della specie che così è in grado di prosperare. Si pensava che la cooperazione tra gruppi negli esseri umani fosse unica e dipendesse da altre due caratteristiche che ci distinguono dal nostro antenato comune con gli scimpanzé: l’evoluzione dei legami di coppia e le cure parentali da parte dei maschi. «Tuttavia, i nostri risultati mostrano che le alleanze intergruppo possono emergere anche senza queste caratteristiche», commenta Connor, «da un sistema sociale e di accoppiamento più simile a quello degli scimpanzé». 

(Foto d’apertura: @travelwithanouchka)

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