Così le fusa ci hanno salvato dallo stress da smartworking  

Redazione | giovedì 14 aprile, 2022

Secondo un sondaggio commissionato da Schesir il micio di casa è stato fondamentale per affrontare la pandemia e le sue conseguenze.

Carezze, giochi e fusa. E tanta, tantissima compagnia. Indispensabile per superare il tempo difficile della pandemia e un supporto straordinario contro la solitudine e lo stress da smart working. Così il gatto, secondo i suoi amici umani, si è rivelato in epoca di coronavirus una presenza ancor più insostituibile. È quanto emerge da un sondaggio condotto da Schesir – brand di punta di Agras Pet Foods da oltre vent’anni attento al benessere degli animali da compagnia – tra la propria community. La ricerca ha rivelato uno spaccato di vita interessante: il micio, infatti, si è dimostrato un vero compagno di vita, aiutando il 67% degli intervistati ad affrontare lo stress e ad alleviare la solitudine. Delle oltre 1.400 persone interpellate (quasi il 90% di sesso femminile) la maggioranza concorda sul fatto che, nei due anni di pandemia, il gatto di casa «si è dimostrato più affettuoso». E anche dopo il ritorno alla normalità, la ricerca di contatto e l’attenzione reciproca, inoltre, non sono scemate, anzi si sono intensificate, sintomo di un rapporto diventato più profondo. «Nel difficile momento della pandemia il gatto non solo non ha risentito degli eventuali stati di maggior preoccupazione del proprio cat lover, ma», emerge dall’analisi, «ha addirittura avuto un ruolo positivo nella sua vita quotidiana». Il padrone si è affidato a lui e lui ha saputo allietare le giornate regalando momenti divertenti (per il 26% dei risponditori), e migliorando la sensazione di solitudine (34%) e di stress (33%). Compreso quello causato dallo smartworking. Nel 50% dei casi, gli intervistati con uno o più gatti si sono ritrovati, mentre lavoravano, con il proprio amico a quattro zampe accoccolato sulle gambe (36%) o direttamente sdraiato sulla tastiera del computer (21%). Vicinanza e convivenza continua hanno, poi, contribuito a creare un rapporto migliore. Tanto che oltre il 40% ha imparato a capire più facilmente le esigenze e gli stati d’animo del proprio micio. E con il graduale ritorno alla normalità è aumentata la consapevolezza di quanto sia importante averlo nelle proprie vite.

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