Come comportarsi se si vede un cane chiuso in auto. I consigli di OIPA

Alessio Pagani | martedì 26 luglio, 2022

Lasciare un animale bloccato in una vettura al caldo è reato. Chi chiamare? E il finestrino si può rompere? Le indicazioni per intervenire e salvare un animale.

Lasciare il cane in auto al caldo mettendo a repentaglio la sua vita o, peggio, facendolo morire è reato. Ecco perché l’OIPA ha deciso di fare chiarezza rispondendo a una serie di quesiti. «Cosa fare se si vede un cane chiuso in macchina al caldo? Come intervenire per salvarlo?», sono domande cui è importante rispondere, fanno sapere dall’Organizzazione internazionale protezione animali. Un’eventualità balzata alle cronache grazie anche al video dell’ex campione di Formula1 Kimi Raikkonen che, in vacanza in Toscana, quando ha visto un cane chiuso in un’auto parcheggiata, a rischio quindi di colpo di calore, gli ha dato da bere attraverso il finestrino abbassato.

Un ottimo gesto, purché seguito da un allarme immediato alle forze dell’ordine. «Se non si trova nelle vicinanze il proprietario del veicolo, anzitutto è nostro dovere contattare immediatamente la forza pubblica: ovunque ci si trovi, si può chiamare il 112, numero di emergenza unico europeo. Le forze dell’ordine», fanno sapere da OIPA, «hanno il dovere d’intervenire per accertare la situazione e salvare l’animale, nonché denunciare d’ufficio chi si occupa del quattro zampe». È consigliabile trovare testimoni sul posto e far presente, già al telefono, le condizioni di salute dell’animale perchè possano intervenire con cure veterinarie in caso di necessità. E se non è possibile ottenere l’intervento tempestivo delle autorità si può rompere il finestrino? «Alla luce dell’orientamento giurisprudenziale è possibile invocare lo “stato di necessità” nel caso di un’eventuale richiesta d’indennizzo da parte del proprietario del veicolo», risponde l’avvocato Claudia Taccani, responsabile dello Sportello legale dell’OIPA. «Tuttavia, è sempre consigliabile prima di tutto contattare immediatamente la forza pubblica e, al fine di contestare una responsabilità al detentore dell’animale, avere testimoni e prove come foto e video per dimostrare la necessità d’intervenire per salvare una vita».


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