Aumentano i lupi in Italia, sono più di 3mila

Alessio Pagani | sabato 21 maggio, 2022

L’Ispra stima un incremento della popolazione di questi predatori, arrivati a superare le 3.300 unità. Sulle Alpi se ne contano 950, il resto al centro sud.

È in aumento, in Italia, la popolazione di lupi, stimata intorno ai 3.300 esemplari, 950 nelle regioni alpine e quasi 2.400 lungo il resto della penisola. A fare i conti è l’Ispra, l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, dopo un monitoraggio durato diversi mesi a cavallo tra il 2020 e il 2021. «Se si calcola l’estensione delle aree di presenza del lupo, 41.600 chilometri quadrati nelle regioni alpine e 108.500 chilometri quadrati nelle regioni peninsulari, si può affermare che la specie occupa la quasi totalità degli ambienti idonei nel Paese», chiariscono dall’Istituto. «Ovunque la popolazione di lupo è cresciuta, ma sulle Alpi l’aumento è stato più significativo». Trattandosi di stime, i numeri relativi sono suscettibili di una forchetta di errore, ma il dato è comunque significativo. La presenza del lupo, fa sapere l’Ispra, «è stata documentata da 6.520 avvistamenti fotografici con fototrappola, 491 carcasse di ungulato predate, 1.310 tracce, 171 esemplari morti, oltre che da 16.000 escrementi rinvenuti sul terreno. Sono state condotte 1.500 analisi genetiche che hanno permesso di identificare la specie. Complessivamente sono stati percorsi a piedi 85.000 chilometri per raccogliere i dati necessari all’indagine». Il monitoraggio ha impegnato una rete di oltre 3.000 persone, tra operatori volontari formati e personale dei Parchi nazionali e regionali, Regioni e Provincie autonome, università, musei, 5 associazioni nazionali (Aigae, Cai, Legambiente, Lipu, Wwf Italia), 37 associazioni locali, 504 reparti Carabinieri forestali. «Per la prima volta in Italia disponiamo di dati esaustivi e affidabili su presenza e distribuzione del lupo, specie fondamentale per i nostri ecosistemi e la cui presenza è un valore per i nostri territori», sottolinea Gianluca Catullo, responsabile specie e habitat del WWF Italia. «I numeri sono in crescita, come gli esperti si aspettavano, ma le minacce per la sua conservazione restano attuali. Bracconaggio e mortalità accidentale continuano a uccidere centinaia di lupi ogni anno, e l’ibridazione con il cane mette a repentaglio l’integrità genetica della specie». I numeri raccolti, infatti, servono proprio a una corretta conservazione di questo predatore e per mitigare attivamente i conflitti con le attività umane, soprattutto nelle zone di nuova espansione della specie. «Lo scontro con gli allevatori, seppure nel complesso inferiore rispetto a quelli causato da molti altri animali, in particolare da parte dei cinghiali, specie che proprio il lupo aiuta a contenere, può localmente avere un impatto elevato su alcune aziende zootecniche specialmente nelle aree dove questi predatori hanno fatto ritorno più di recente», evidenziano dal WWF. «Ma le azioni di prevenzione dei danni, come recinzioni fisse e mobili, cani da guardiania e pascolo sorvegliato hanno permesso di attenuare con successo i danni subiti dagli allevatori».

(Foto: IPA)

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