A Torino si studia il diritto privato di cani, gatti e altri animali  

Alessio Pagani | venerdì 23 dicembre, 2022

Il corso di laurea è il primo ad affrontare le ricadute giuridiche della presenza dei pet nelle famiglie italiane. Specialmente nei casi di conflittualità come separazioni, divorzi o eredità.

Sono considerati alla pari dei figli. Ma non hanno gli stessi diritti, almeno per il momento. Al pari dei minori però possono essere causa di litigi e conflittualità, per esempio quando una coppia si separa, divorzia, o nei casi di successione. Senza però vere e proprie norme specifiche che il legislatore dovrà prima o poi approvare. Intanto il dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Torino si porta avanti. La facoltà, infatti, ha attivato un corso universitario (di 40 ore e 6 crediti formativi) a cui potranno accedere gli iscritti (quando raggiungeranno il quarto e quinto anno), che ha l’obiettivo di preparare i giuristi di domani ai nuovi problemi che la «questione animale» pone intersecandosi con i temi cruciali del diritto privato: dala proprietà ai rapporti contrattuali, dal fatto illecito alla disciplina della famiglia e delle successioni. Il codice civile, infatti, si occupa da sempre di animali domestici, ma lo fa con poche norme sparse e spesso datate, legate al mondo contadino del passato, trascurano del tutto quanto gli animali siano centrali per l’uomo al giorno d’oggi: essi sono diventati “da compagnia” oltre che da allevamento. Ma non per questo hanno cessato di essere importanti dal punto di vista economico, trovandosi anzi al centro di un mercato in costante sviluppo, che crea un giro d’affari di miliardi di euro l’anno.

«Il nuovo percorso di insegnamento», dichiara il professor Olivero, «approfondirà e cercherà di dare risposta ai problemi che gli animali oggi pongono nella prospettiva del diritto e, in particolare, del diritto privato in tema di rapporti contrattuali ed extracontrattuali, familiari e successori». Diverse infatti le possibili fattispecie. «Solo per fare alcuni esempi: di quali garanzie beneficerà l’acquirente di un animale malato? Di quelle tradizionali della vendita secondo il codice civile o dei rimedi più generosi offerti dal codice di consumo? Se una famiglia si scioglie a chi andranno gli animali domestici? Varranno le regole perentorie della proprietà privata oppure criteri meno scontati, che mimano l’affidamento dei figli? Cosa si può disporre, in un testamento, in favore di un animale?», precisa Olivero. Problemi che in generale sono stati spesso affrontati in maniera discrezionale dei singoli giudici, ma che invece «meritano di essere trattate in modo unitaria e approfondite nell’insegnamento». 

(Foto d’apertura: IPA)

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